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"Mamma, ho perso il telefono": la truffa del figlio in difficoltà su WhatsApp

Un messaggio WhatsApp da un numero sconosciuto che dice di essere tuo figlio con un "numero nuovo" e un bisogno urgente di soldi. Ti spieghiamo come funziona la truffa e la verifica che non fallisce mai.

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Di Equipo NoCall
Redazione NoCall
6 min di lettura
"Mamma, ho perso il telefono": la truffa del figlio in difficoltà su WhatsApp
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"Ciao mamma, mi si è rotto il telefono. Questo è il mio numero nuovo, salvalo." Così, con un messaggio WhatsApp da un numero che non hai in rubrica, comincia una delle truffe più redditizie e crudeli degli ultimi anni: quella del figlio in difficoltà. Non ci sono virus né tecnologie sofisticate. Solo uno sconosciuto che si spaccia per tuo figlio o tua figlia, e una richiesta di denaro urgente che arriva quando ormai ti sei convinto di parlare con la tua famiglia.

Vale la pena capirla bene, perché il copione è sempre lo stesso e, una volta che lo conosci, è quasi impossibile che ti freghino.

Come funziona la truffa del figlio in difficoltà?

Il truffatore invia lo stesso messaggio iniziale a migliaia di numeri a caso. Non sa se hai figli, come si chiamano, né nulla di te. Per questo il primo messaggio è volutamente ambiguo: "Ciao mamma" o "Ciao papà", senza nome. Se rispondi qualcosa come "Marta, sei tu?", gli hai già dato il nome. Da lì in poi, "Marta" ti scrive con la massima naturalezza.

La conversazione segue uno schema molto studiato:

  1. La scusa del numero nuovo. "Mi è caduto il telefono nell'acqua" o "me l'hanno rubato, questo è uno provvisorio". Spiega perché ti scrive da un numero sconosciuto e perché non può chiamarti né mandare vocali ("non mi funziona il microfono", "sono quasi senza batteria").
  2. Qualche messaggio per creare fiducia. Chiede come stai, commenta qualcosa di generico, usa emoji. Non chiede ancora niente. L'obiettivo è farti rilassare e farti dare per scontato che sia tuo figlio.
  3. L'urgenza. Arriva il problema: deve fare un pagamento oggi stesso (una bolletta, una prenotazione, un acquisto che "si annulla se non paga subito") ma non può accedere alla sua banca perché l'app era sul telefono rotto e ci vorranno giorni per recuperarla.
  4. La richiesta. Ti chiede di fare tu il bonifico "e te li restituisco appena recupero l'app". L'importo di solito è credibile: qualche centinaio di euro. E qui il dettaglio chiave: il conto di destinazione non è intestato a tuo figlio, ma a "un amico" o alla presunta azienda. Se paghi, quasi sempre arriva una seconda richiesta.

Perché funziona così bene?

Perché non attacca la tua intelligenza, ma le tue emozioni. La combinazione è potente:

  • Emozione. È tuo figlio ad avere un problema. L'istinto di aiutare si attiva prima dell'analisi.
  • Urgenza. Tutto va risolto subito. La fretta è studiata perché tu non ti fermi a pensare né a verificare.
  • Plausibilità. Rompere un telefono, restare senza l'app della banca, chiedere un favore ai genitori... niente di tutto questo è strano. Non ti chiedono nulla di assurdo; ti chiedono qualcosa che un figlio vero potrebbe chiedere.

In più, WhatsApp gioca a favore del truffatore: siamo abituati al fatto che un messaggio scritto "sia" la persona. E se prima ha rubato l'account WhatsApp vero di tuo figlio, il messaggio può arrivarti persino dalla chat di sempre. La difesa, come vedrai, è la stessa in entrambi i casi.

Segnali d'allarme concreti

Nessuno di questi segnali prova niente da solo, ma due o più insieme dovrebbero far scattare tutti gli allarmi:

SegnalePerché è sospetto
Numero nuovo senza chiamata precedenteUn figlio vero che cambia numero ti chiama o ti avvisa per un'altra via; non compare solo per iscritto
Scuse per non parlare a voce"Non mi va il microfono", "non posso chiamare": il truffatore non può imitare la voce né reggere una telefonata
Fretta costanteI messaggi mettono pressione: "serve adesso", "se non pago oggi lo perdo"
Conto di un "amico" o di uno sconosciutoI soldi non vanno mai su un conto intestato a tuo figlio
Richiesta di bonifico istantaneo o pagamento immediatoMetodi rapidi e difficili da annullare, esattamente ciò che serve al truffatore
Tono leggermente stranoNiente soprannomi di famiglia, niente riferimenti a fatti recenti, scrittura impersonale

Fai caso soprattutto alla resistenza alla voce. È la costante di questa truffa: il testo si imita facilmente; una conversazione in tempo reale con tuo figlio, no.

La verifica che non fallisce mai

Davanti a qualsiasi messaggio di questo tipo, prima di muovere un euro, fai una sola cosa: chiama il numero di sempre di tuo figlio o di tua figlia. Quello di una vita, quello che hai in rubrica. Nella maggior parte dei casi reali, tuo figlio risponde dal suo solito numero, completamente ignaro di tutto, e la truffa si smonta in dieci secondi.

Se non risponde, hai altre opzioni, tutte migliori che pagare:

  • Chiedi un messaggio vocale al numero nuovo: "mandami un vocale e ti faccio il bonifico". Il truffatore accamperà scuse; un figlio vero te lo manda senza pensarci.
  • Fai una domanda di controllo la cui risposta la conosca solo la tua famiglia: il nome del primo animale domestico, dove siete andati in vacanza l'anno scorso, come chiami tuo figlio in casa. Niente che si possa dedurre dai social.
  • Verifica per un'altra via: scrivi al numero vecchio, contatta il partner, un fratello, un coinquilino.

La regola di fondo è la stessa delle frodi che si spacciano per la tua banca: la verifica valida la avvii tu, attraverso un canale che controlli tu. Un numero sconosciuto che ti scrive e ti mette fretta non è un canale affidabile, per quanto "mamma" ci scriva.

Cosa faccio se ho già pagato?

Agisci in fretta e in quest'ordine:

  • Chiama subito la tua banca al numero ufficiale (quello sul retro della carta). Spiega che sei stato vittima di una truffa e chiedi di provare a bloccare o richiamare il bonifico. Con i bonifici istantanei il margine è piccolo, ma avvisare nei primi minuti fa la differenza. Trovi la procedura completa in come recuperare i soldi di una truffa telefonica.
  • Conserva tutte le prove: screenshot della conversazione completa, il numero da cui ti hanno scritto, la ricevuta del bonifico o del pagamento, il conto di destinazione.
  • Denuncia alla Polizia di Stato o ai Carabinieri con quegli screenshot; puoi partire anche dal portale della Polizia Postale (commissariatodips.it). La denuncia è necessaria per qualsiasi reclamo successivo alla banca.
  • Segnala il numero perché il prossimo genitore che riceve il messaggio trovi l'avviso. Puoi farlo nell'elenco dei numeri spam di NoCall.

Se il pagamento è passato da un'app come Satispay o PayPal, ci sono particolarità che conviene conoscere; le spieghiamo in le truffe su Satispay e PayPal: come funzionano e come difenderti.

Proteggi gli anziani di casa

Questa truffa punta soprattutto a genitori di una certa età, con figli adulti che vivono fuori. Il miglior vaccino è raccontargliela prima che gli arrivi: spiega il copione ("ciao mamma, telefono rotto, numero nuovo, bonifico urgente") e stabilite una regola familiare semplice: nessuno in questa famiglia chiede soldi per iscritto; se qualcuno li chiede, lo si chiama al numero di sempre prima di pagare. Potete anche concordare una parola d'ordine familiare per le emergenze vere.

Trovi altre idee e abitudini in come proteggere le persone anziane dalle truffe telefoniche, e nelle nostre guide troverai protocolli per altri tipi di chiamate o messaggi sospetti.

In sintesi

Il truffatore non sa niente di te: sei tu a dargli il nome, la fiducia e i soldi. Il suo unico strumento è un copione che mescola emozione, urgenza e una storia plausibile. La tua unica difesa necessaria costa una telefonata: al numero di sempre, prima di pagare qualsiasi cosa. Senza voce niente bonifico, senza verifica niente pagamento.

Se hai ricevuto uno di questi messaggi, anche se non ci sei cascato, segnalalo nell'elenco dei numeri di NoCall. Ogni numero segnalato aiuta la prossima "mamma" che riceve il messaggio a riconoscerlo al primo colpo.

Dettagli dell'articolo

Contenuti editoriali esaminati da NoCall con un contesto pratico per individuare chiamate e messaggi sospetti.

Autore: Equipo NoCall6 min di lettura

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